Comuni montani, Calderoli sblocca l’impasse: “C’è accordo unanime con enti territoriali, ora percorso può andare avanti”

Dopo un perdurante stallo sui criteri per la classificazione dei Comuni montani, è arrivata la svolta in sede di Conferenza Unificata. Lo rende noto il Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie Roberto Calderoli, che si è fatto promotore di una nuova proposta grazie alla quale si è sbloccata la situazione di incertezza. 

“Sono soddisfatto di questo esito positivo perché, nonostante l’argomento controverso e dibattuto, siamo riusciti a trovare un punto di equilibrio e a trovare una soluzione il più possibile trasversale e condivisa. Il mio impegno, come ribadito in ogni occasione, è sempre stato quello di venire incontro alle esigenze dei territori con reali criticità tipiche della montagna e in questo senso abbiamo lavorato. Sulla base di questa nuova classificazione, saranno montani 3.715 Comuni.

E’ stato raggiunto un accordo unanime con Regioni, Province e Comuni sulle modalità di prima applicazione dei criteri per la classificazione dei Comuni montani. Per quanto riguarda il dpcm relativo alla definizione dei criteri: si è raggiunta l’intesa con Comuni e Province, mentre c’è una mancata intesa con le Regioni che si sono comunque espresse favorevolmente a maggioranza e hanno inoltre votato all’unanimità la deroga sul termine dei 30 giorni per poter procedere in Consiglio dei Ministri. Ciò significa che possiamo andare avanti nel percorso previsto” conclude Calderoli.

 

 

 

 

Testo a cura dell'Ufficio Stampa