Riforma dello Statuto: dichiarazioni del ministro Calderoli dal convegno di Bolzano dedicato all’Autonomia
Questa sera a Bolzano insieme ai presidenti Fugatti e Kompatscher per incontrare amministratori locali e associazioni di categoria e presentare la Riforma dello Statuto che il Parlamento ha finalmente approvato dopo anni di attesa.
Da questo momento in poi, il mio obiettivo politico è chiaro: vorrei evitare che in futuro la Commissione dei Sei o la Commissione dei Dodici debbano mandare lettere al Ministero degli Affari Regionali, per poi costringermi a interloquire con i singoli ministeri. Vorrei invece che il dialogo si aprisse direttamente tra le commissioni paritetiche e le amministrazioni centrali dello Stato. Questo significa aver scavato un primo solco, un cambio di metodo definitivo per far camminare l’autonomia in modo diretto, rapido e senza filtri burocratici.
Quello del Trentino-Alto Adige è un modello autonomistico per la capacità delle due Province autonome di esercitare le proprie competenze con efficienza e responsabilità, che può essere imitato anche altrove. Ed è stato un modello anche il nuovo approccio adottato nell’attuale legislatura sul fronte delle norme di attuazione dello Statuto di autonomia, evidenziando un’accelerazione significativa rispetto al passato. Il lavoro svolto nella fase di implementazione della riforma dell’autonomia, con un importante dialogo tra istituzioni, ha infatti consentito di imprimere una svolta nei tempi e nelle procedure.
(Testo a cura dell'Ufficio Stampa)